Costrui con queste mani un serramento per una finestrozza che si affaccia in cima ad una scala, verso l’esterno di questa antica casa e permette di arieggiare e creare corrente ascendente su per la medesima scala. Il detto serramento è diviso in due luci.

Apposi nelle aperture due piccole lastre di plexiglas alveolare che permette maggior isolamento durante la stagione fredda. Il nuovo lo feci con ottimo legname listellato recuperato presso bidoni della spazzatura, more solito; lo trattai con un turapori impregnate colore bruno noce e lo verniciai con una buona vernice trasparente, dopo l’asciugatura.

Il vecchio telaio faceva pietà, benché riverniciato anni fa; era assai vecchio, vetusto di più di cent’anni e sbilenco.

L’ ho rimosso, pure i cardini che oscillavano malamente in due incavi del muro.

Ho piazzato il nuovo, ficcato due nuove cerniere ottonate ed esso entra perfettamente nel vano finestra.

Sono soddisfatto, molto. Funziona e  fa una buona figura.

Mi rimase un dubbio.

Mi da molta soddisfazione eseguire questi lavori di costruzione, e riparazione, restauro ( quando riescono bene), tuttavia mi dico: ma non ho rubato questo tempo alle mie attività di narratore, anche pittore, disegnatore? Cioè il risultato del mio lavoro e funzionale, ho risparmiato dei soldi, me lo sono fatto da me, però è un oggetto che sta qua, lo vedo io, seminascosto, va bene ma non comunica niente a nessuno. Se scrivo, se  faccio un oggetto letterario, un disegno, lo elaboro anche per comunicare con chi ne fruisce, con un piccolo mondo di lettori che, magari, talvolta, ne traggono piacere o spunto di riflessione, (oppure sentimenti di odio, fastidio, noia).

Mi resta la questione che mi da contentezza elaborare un buon manufatto, un oggetto fruibile, utile subito, ma è solo per me, per i miei, e forse costa meno fatica, quando si è abili; il confronto è solo con me stesso, per quanto l’attenzione, la concentrazione nel lavoro manuale talvolta equivale ad una sorta di meditazione molto intensa.

Nell’elaborare uno scritto, un disegno che si fa, anche per commissione, si può ottenere uno stato mentale simile al detto “raccoglimento”, ma non si rimane quasi unici giudici del prodotto e non si da, non si “dona”; qualora l’oggetto “artistico” possa essere considerato anche un dono….

 

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