Andando a scovare tra le cose nascoste dietro la facciata del blog, ovvero cercando tra i termini, parole che qualche passeggero ha inserito attraverso un motore di ricerca per arrivare qui, ho trovato gli arcani termini:

“figa insabbiata”

A tal punto pure io ho cliccato su tali parole per vedere che cosa saltava fuori ed ecco ricomparire dagli archivi o fondi  di magazzino di questo oceano di testi una poesia bella: non so chi l’abbia scritta forse la nostra Opi/Azu alias Irene. Eccola:

fino a 4
26/02/2005
.
uno
Mi trovo in un’epoca della vita
in cui non basta più ridipingere il muro di bianco.
Così darò il via ai lavori interni alla casa
assicurando una visita decente
a chi dovesse arrivare all’improvviso.
E con una punta di disperazione in più
rispetto alla semplice decenza
farò sistemare il mobilio
a pianta larga
eliminando i souvenir africani.
Curerò che chi entri non pensi
che questa era una casa interiore.
.
due
Mi trovo in un’epoca della vita
in cui dare un significato alla vita
Epoca dei viaggi e delle trasmigrazioni
volontà di andare confusamente lontano.
Farsi re farsi papa farsi papalagi.
Farsi donna grossa sulla riva del mare
le patelle azzeccate ai capezzoli
la figa insabbiata.
Farsi miserrima regina di Calcutta.
Innamorarsi di un vecchio con lunghi baffi spioventi,
un ciarlatano.
Ricominciare per avvenuta rinascita
anche senza il senno di poi.
Sogno una terra esotica vergine e semplice
per muovere nuovi passi
dentro una nuova natura.
.
tre
Mi trovo in un’epoca della vita
In cui non avendo più voglia di fare niente, di sapere e di conoscere niente,
ma senza morire,
che potrei fare?
Potrei vivere di ricordi.
Mangiare ricordi a pranzo
uscire con un ricordo il sabato sera
andare a dormire con un ricordo a fianco.
Cannibale dei miei ricordi
mangiandomi un poco per volta la memoria
potrei starmene per molti anni
senza fare più niente.
Vecchissimo infante appagato
con la testa svuotata di tutto.
In un angolo poche feci
rimasugli di cose rammentate a metà:
un baffo sette bottoni un dito dentro una torta alla crema.
Allora potrei cibarmi dei ricordi degli altri.
“Raccontami”  direi a bocca aperta
stupendomi e poi masticando.
La fine?
Inghiottito il ricordo di ricordare.
.
quattro
Mi trovo in un’epoca della vita
in cui penso non è meglio così che colà
peggio soli che ben accompagnati
il diavolo fatte le pentole
batterà i coperchi in allegria
e la banda e la banda passò
nel cielo il sole tornò
quando la banda passò.
Sul fuoco bolle il fuoco.

Annunci