Articolo del 01/05/2005, pubblicato da cf05002520 [il post consta della semplice foto, niente testo]

dopo altri commenti ne segue uno, sempre di cf05002520 ovvero l’autrice della foto, commento che sarà e resterà per il resto del tempo il:

manifesto cartografo

i pantaloni dei cartografi virano al rosso e sembrano pigiami.
i cartografi seguono volentieri la moda come un cane randagio segue volentieri l’accalappiacani.
un vero cartografo vanta una certa indole da barbone.
infatti se il cartografo in questione avesse la barba, se la farebbe crescere lunga un metro e se l’arrotolerebbe intorno al naso.
i piedi di un cartografo sono inversamente proporzionali alla lontananza.
la lontananza per un cartografo è il punto esatto dove il cartografo vorrebbe essere in quel preciso momento.
i piedi gli si potrebbero restringere a vista d’occhio, fino a diventare due atomi, tanto è lontano quel punto.
oppure i piedi potrebbero crescergli e diventare due isole, scilla e cariddi, perchè non si può mai dire quando un cartografo vuole tornare indietro.
se gli salta la mosca al naso, subito inverte la rotta.
se gli salta la rotta, subito la mosca gli inverte osan.
la lontananza è come il vento che fa dimenticare chi non s’ama, gli viene in mente, ora, al cartografo.
ma il cartografo c’ha una memoria ferrea, anche se non si direbbe.
passa una nave all’orizzonte.
se il cartografo rinascerà sarà il mozzo di marco polo, che strilla :terra!
e si beccherà un cazziatone, perchè non era terra, ma il dorso d’una balena.

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