Stanotte avevo iniziato un libro del giudice Cantone edito da Mondadori, comprato su di una bancarella, sulla sua carriera nell'antimafia e varie. Dopo alcune pagine l'ho smesso, un po' per lo stile per me insoddisfaciente, un altro po' perché imbarbito ormai da troppe terribili storie di camorre maffie et altre scelleratezze italiche.

Per cui ho allungato il braccio verso un altro libro di recente acquisto presso il mio esimio amico remandeirista Andrea del Pianeta Fantasia, ed ho afferrato "La mia vita" di Marc Chagall scritto dall'eccellente pittore & maestro nel 1921, edito da SE nel 1997.

Ci ho trovato quello che volevo, subito: dopo quattro righe ero già entrato nel fascino "magnetico" di quella narrazione.
Metto qui solo qualche riga, non ho più un sistema OCR, per scannerizzare, per cui devo copiare.

Mia madre era la primogenita di mio nonno, che metà della vita si riposò sulla stufa, per  un quarto nella sinagoga e per  il resto in macelleria. Si riposò tanto che la nonna non potè reggerlo e morì nel fiore degli anni.
Fu allora che il nonno cominciò a muoversi. Così si sono mosse le vacche e i vitelli….

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