‘na volta delle volte, tanto tempo fa, si festeggiavano i santi in giro per quest’Italia. E’ che questi santi, per i poveretti, sostituivano quelli che erano stati gli dei italici pagani, cioè i numi protettori di una civiltà agropastorale.
E chi andava a raccomandarsi da San Rocco, per la paura della peste, chi da Santa Rita per paura del marito cattivo, chi da Sant’Antoni per qualche sua malattia, chi da San Bastiàn, che non so chi proteggesse o di che fosse patrono.
Però ‘sto San Sebastiano, ricordato oggi nel calendario tradizionale, in Italia, era molto venerato e festeggiato; per le campagne, si trovavano talvolta dei piloni a lui dedicati, in giro per il paese c’erano e ci sono tante chiese illustri al detto santo martire intitolate.
A Roma, presso la via Appia, esistono le famose, antiche catacombe di San Sebastiano che sono interessantissime e finemente decorate, ove pare che sto’ benedettuomo martire fosse sepolto dopo circa due esecuzioni capitali: ‘na volta lo trafissero tutto di frecce, ma sopravvissuto venne poi fatto sbranare da belve varie et cetera…
E poi: dice che al mio paese c’era un detto: sant’Antoni, san Bastiàn, sant’Agnese a l’indumàn. Però si dimenticavano che tra sant’Antoni e san Bastiàn, che sarebbe oggi, c’era san Mario da festeggiare ieri, tanto per dire. E per oggi si diceva ‘n altro proverbio: San Bastiàn la vioulett’a ‘n màn, che tradotto vorrebbe dire che a San Sebastiano ci si aspettava le prime viole, preannuncio di primavera.
A volte succedeva. Il mese scorso ho visto due violette belle nel mio orto, però.
il dipinto di sopra è un San Sebastiano di Gerrit Van Honthorst, insigne, gran e pittore fiammingo dei primi del’600, detto qui Gherardo delle Notti, di fianco una vista delle catacombe di San Sebastiano.





15 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
20/01/2012 a 13:30
e.l.e.n.a.
orpo! mi sono dimenticata di san mario …
auguri a te e ad un altro amico mio sì nomato.
san sebastiano mi è sempre piaciuto per quel suo portamento elegante nonostante tutte quelle frecce che lo trafiggevano.
e mi sa che il detto ci ha ragione, ché oggi sembra proprio primavera!
20/01/2012 a 22:16
Francesca Canobbio - rosadstrada
san sebastiano nel mio museo,
a genova, palazzo bianco.
filippino lippi.
http://www.arte.it/opera/polittico-di-san-teodoro-760
21/01/2012 a 00:06
briketta
oggi era un filo meno freddo, 6°, ma di violette non vedo neanche l’ombra. siamo ancora in clima continentale per qualche settimana.
a Milano si usa dire “San Giuàn de la barba bianca fàm truvà quel che me manca” per gli oggetti perduti, è importantissimo, e anche potentissimo.
ripetuto come un mantra mentre cerchi va a finire che trovi sempre
invece per le malattie, come l’influenza che pigliano tutti, ci si affida a San Camillo De Lellis per ritrovare presto la salute, e naturalmente a Sant’Antonio da Padova de Lisboa
di Verucchio conosco solo il Beato Gregorio Celli, invocato, cantato e portato in processione ancora oggi. siam terroni
)
22/01/2012 a 18:51
MarioB.
grazie assai delle vostre novelle. Pisp & Rosastrad, nonché Elena
24/01/2012 a 19:06
aitanblog
San Bastiano lo trafiggevano di frecce acuminatissime perché lui era sempre contrario, e pure mentre lo trafiggevano con quelle acuminatissime frecce lui continuava a essere contrario e bestemmiava oiD e la annodaM
24/01/2012 a 21:57
briketta
! natia otuia
il san sebastiano è stata un’opera fondamentale nella mia micro-esperienza scolastica pittorica.
era nella rosa dei pittori preferiti, un’incongrafia speciale, un quadro piccolo ma piuttosto denso, diverso dalla massa di tremila altre opere tutte più simili.
l’ho visto dal vivo, come il cristo morto del mantegna, la primavera del botticelli, la battaglia di anghilari di paolo uccello, i ritratti dei duca d’este.
e il girotondo di matisse.
tutte cose che lasciano un segno, o così pare.
25/01/2012 a 09:12
Mario E.R. Bianco
Pispa, guardati le pagine di STREET ART UTOPIA e vedrai tante, o o alcune, cose belle, in particolare questo cristo morto:
http://www.streetartutopia.com/?attachment_id=4902
25/01/2012 a 15:18
briketta
le guarderò marius,
una mia vecchia collega su facebook posta sempre graffiti e graffitari anche movie, sono interessanti ma alle volte mi domando se tanta fatica non è sprecata sul cemento lì per caso..
28/01/2012 a 20:30
Anonimo
Di San Sebastian mi viene in mente solo la città spagnola, sul Golfo di Biscaglia. O di Biscazza, come diceva il piccolo quando ripeteva la lezione di geografia in seconda media.
S(ara).
28/01/2012 a 23:36
tiptop
Un santo che mi sembra in disuso, e invece meriterebbe di più, di questi tempi, è Sant’Espedito, il patrono delle cause urgenti, ma secondo me il precedente governo lo ha cancellato dal calendario (19 aprile) Gli era devoto mio nonno, non mi ricordo quale grazia ritenesse di aver ricevuto. Me ne parlava mio padre… ecco, non sono neanche in grado di tramandare ai posteri. Chiederò a mio fratello!
29/01/2012 a 16:35
Mario E.R. Bianco
Ma guarda, tiptop, a Sant’Espedito era dedicato un pilone nel paese di madre..:-)
29/01/2012 a 19:33
bri
se devo essere sincera il San Sebastiano trafitto dalle frecce mi ha sempre fatto impressione.
Come tutti i santi e sante, del resto, dipinte e dipinte nel momento del supplizio o della sofferenza. Tutto questo mi fa evoca un masochismo malsano.
Per me gli eventuali santi, non sono quelli che non hanno ripudiato la loro religione, ma quelli che sfangano la vita tutti i giorni cercando di essere “persone” e di dare un senso alla propria vita.
29/01/2012 a 22:04
briketta
eh cara la me sciùra Brì, te ghé rasùn, te ghé.
ma l’è la storia dei santi che la g’hentra minga tròp cun quèla di puarètt.
“sopòrta, porgi l’altra ganàssa” an’sno mea me se l’è semper mej fa inscì.
mì sun scuntrùsa, però dei volt me par de vèss anca un po’ santificabile, ecco.
santa no, che disi i ròb e i fù nanca, ma santificabile in un momento d’incertèssa el pudarìa vèss.
nè? e anca ti vè
quèi ch’in mort avrìa de ciamài beati, che ormai g’han finì tuti i preocupassiùn, e nun santi del giorno?
30/01/2012 a 14:01
bri
eh, sora briketta, la gha rasòn anca ela, la gha.
mi no me chiamo mai, ma se i me ciàma va bèn.
beata no savarìa, no credo.
magàri che lo fosse. ma insoma, tutti quei suplizi lì, madòna santa.
magari jera mejo che i stasse vivi, no? a far del ben.
siora teresina incassà
30/01/2012 a 20:32
briketta
te ghé rasùn che l’è mei campà, ma se pu no sta al mund dusént an, teresina!
disi beàti ma su no se dì, mi ghe credi poc a quèl de dop. eh!
sperèm che là gh’in no i tribulasiùn almeno, nè?
mi speri, ma se sa mai, purtèmes avant, va’ là
anca mi sun semper incassada, ma l’è minga jiust però, me fu un féghet inscì,
se pu no se pu no.. ghe vor vuna controfigura, cum’è al cine, nè?