Sul libro mio e di Massimo Scaglione dedicato al nostro Borgo San Salvario in Torino (uscito poco più di un mese fa) ho narrato anche questo episodio che da piccolo mi colpì molto, anzi mi sconvolse di riflesso, perché era un bravo bambino di chiesa e catechismi. E l’ho riferito così:

Giriamo intorno al primo degli ex palazzi FIAT di corso Marconi inaugurato nel 1950 dove troviamo l’amico Gino che ci tiene a narrare un episodio singolare :

Pochi giorni dopo l’inaugurazione di questi mostri, sui nuovissimi muri pallidi di nostalgie del ventennio e del travertino comparve una scritta cubitale, tracciata con il catrame, alta almeno un metro e più, così:

IL PAPA È L’OMBRA DI RASPUTIN

probabilmente vergata da qualche anarchico. Questa iscrizione blasfema fece inorridire i borghesi, piccoli e grandi, i clericali e non solo: erano anni caldi per i fermenti sociali, la fine degli anni ’50, i tempi di Papa Pacelli, con la “Madonna Pellegrina” che veniva portata in processione per il borgo in funzione anticomunista. La direzione FIAT, cioè Valletta in persona, convocò immediatamente un’impresa specializzata per pulire i rivestimenti dell’imbratto nero.

Non vi dico il trambusto, le dicerie, le spiate, i pettegolezzi, la gente che si fermava a guardare ‘sti operai che cercavano di cancellare l”epigrafe”…Ce ne misero tanti di giorni di lavoro: la catramina era ben penetrata…anche nella testa dei sansalvariesi, però….