Stai sfogliando l'archivio mensile di gennaio 2011.

   Facevo il militare, e dopo alcuni mesi, in un duro inverno, finii in un ospedale militare per via di sinusite, bronchite, e con febbre molto alta ché quasi deliravo.
Quando me ne potei uscire dalla branda un poco sfebbratro, mi parve di trovarmi sulla più folle luna possibile. Dopo qualche giorno di spaesamento cominciai ad orizzontarmi per le vecchie, malandate camerate e gironzolavo stranito, depresso tra i reparti. 
Mi capitò di avere la necessità di avere una firma di un certo maresciallo Valente su di un documento mio, forse per avere un licenza di convalescenza, e finii in un reparto che non avevo ancora esplorato. Entrato  in un atrio piuttosto sozzo e scuro, sulla destra trovai uno sgabuzzino ove sedeva dietro una scrivania, che pareva uscita dal bombardamento di Stalingrado, un piantone, un soldato di leva della Sanità, vestito di una sorta di camice lercio, degno dell'hopital des fous di Charenton che compilava, a testa bassa, un modulo.
Gli chiesi timidamente, con tono quasi mormorante, se lì si trovasse il maresciallo Valente.
Quello alzò la testa, fece un ghigno quasi satanico, se possibile, e mi urlò in faccia:

Non c'è il maresciallo Valente….. Dioserpente!!!

tweet

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.