Stai sfogliando l'archivio mensile di settembre 2010.

Qui

http://bagarlaschelli.splinder.com/post/23367736/un-racconto-di-mario-bianco

troverete un racconto mio dove parla un tale che avrebbe scoperto l'occulto secreto del verbo e lo va rivelando ad un poveraccio che il medesimo definisce suo adepto, allievo o quelcheè

Questa cartina me la son ritrovata tra le mani qualche giorno fa.
Essa spuntò fuori da 'na miseranda cartellina mezza scortecciata, de negra carta, pure con lembo amputato che conservavo in mio segretissimo archivio denominato: "Cassetto de le schifezze arcaiche".
Purtuttavia, laddentro ho ritrovato questo esemplare unico di mappa autografa, da me medesimo disegnata con penna stilografica. E me la ricordo ancora benissimo, la porca penna suddetta, colla sua pompetta interiore, o gommino, che ti faceva girar le tartacule non poco, essendo che si staccava o sgonfiava o tagliava o ledevasi in modo tale che il qualsivoglia inchiostro contenuto macchiava, imbrattava poi dita, estremità. mani, abiti, giacche camicie con conseguenti scapaccioni materni, ad abundantiam,  come diceva Tertulliano della sua "De educatione piccirillorum seu De scapacciantibus".

Sì che questo qui di cavalier c'aveva proprio il servente
d'appellativo che quando c'era lui il Crassi di buona memoria cara lei
con l' suo aereo lo scodinzolava lo scodellava di qua e di là
anche il Kossiga ci portava in giro
ma tutto per carità cristiana signora mia,
e adèss quel'altro Cavalièr lì, l''Alì Berlù  coi suoi quarantamila ladrùn
ci ha tolto il cavalierato pover omm
che c'ha anca un'età
non son mica robe che si fanno, ossignùr,
ci ha fatto tanta beneficensa, sa….


    Cioè non è che uno se la prenda sempre ad ogni pie' sospinto, tanto per dire che io non compro più i giornali se non la domenica mattina quando acquisto il Sole 24 Ore mica perché sia capitalista e c'abbia le azioni o i cosi Barclay's, o che so io, Chase Manhattan Bank.
Lo compro perché la domenica ci ha dentro il miglior supplemento culturale italiano, ecco.

    Per esempio mi accatto mica Gioia, no.
Anzi adesso che ho letto dal web che quel bel tipo di Veltrùn, detto il buonista, altri tempi, ha rilasciato su GIOIA un'intervista critica in esclusiva (capisci: in esclusiva!) sulla situazione politica italiana e sui suoi dissensi col secretàri Bersani per via che non ci avrebbero più quel bello spirito nativo del PD quando gli estremisti comunisti li avevano sbattuti fuori dai coglioni, sì, bei tempi, dice lui.
   Appunto ora che c'ho questa bella notizia io GIOIA non la compro proprio più, ecco!
Ovvero io sarò pure vecchio rincitrullito come un cetrulo, però a me mi fa abbastanza schifo che un politico di mestiere, ben noto, rilasci n'intervista critica sull'andazzo del suo partito su 'n settimanale così, per dire: mondano, modaiolo, vestaiolo, scarpariello etc.
  Sono i tempi che corrono, che corriamo noi, che scorrono fra le gambe nostre e dei nostri giovani, dei miei figli e nipoti, anche, dove si comincia a tirare la cinghia, a guardar le bollette con paura, a spendere sempre meno per non andare giù in rosso violaceo….
E lui, Veltrùn, quello ch'era sindaco di Roma e che buttava via dalla finestra dei bei miliardoni per fare 'n'altro Festival del cinema tutto suo, l'uomo di cultura: te la do io la Cultura!
Quello che pareva buono, che c'aveva l'espressione “dolce”, quello che faceva il kennedyano e scriveva duecento presentazioni di libri in un anno, per i suoi clienti.
Te la do io la Cultura!
Vacci a parlare di quella cultura lì, la sua, a tanti pover crìst che hanno perso il posto, che vanno a prendere la minestra dalle suore, vecchi che c'hanno le pensioni con un potere d'acquisto che fa pietà.
E poi a Torino, qualche giorno fa, quel betè del Fassìn si permette di dare degli squadristi a della gente, anche operai di Mirafiori che vanno a fare un sacrosanto meritato casino sotto il pulpito del Schifàn Schifusùn.
Te lo do io lo squadrista, Fassìn! Te sei un bel marpione trasformista saccocione, te e le tue banche: anche noi adesso abbiamo una banca!
Te la do io la banca!
Ti metterei per tre giorni di fila al bancone di un falegname a piallare per 24 ore su 24, orcoboia.
Te e 'l tuo amico Veltrùn.

 Ho disegnato, dipinto in questi ultimi tempi, alcune copertine per l'editore di una nuova collana  di racconti tascabili di autori vari: alcuni anche parecchio noti.
  Ci lavoro a pennino fine e pennelli, su cannuccia, con inchiostri, china, ecoline seppia e varie misture ad acqua su supporti di carta pesante, tipo martellata, paglierina.
  Qui ve ne metto una, tanto per far mostra, per una storia scritta da un'autrice di un certo successo che non vi dico; perché finchè non esce il coso stampato dai torchi non è conveniente che io alluda, parli, bofonchi etc…
 Tuttavia l'interessante, anche sottile, psicologico racconto narra di un tipa poveraccia con 'na vicenda mica felice alle spalle, e che conviveva di mala voglia, con un tipo piuttotso imbecille. 'Sto 'mbambolato truzzo c'aveva 'na gatta che amava più di 'sta compagna sua, e la micia teneva 'n'antipatia o gelosia bestiale per la poveraccia umana, per cui ci pisciava pure nei mocassini suoi diletti.
Poi la storia diventa 'na specie d'apologo che non vi riferisco scopo lasciar curiosità preventiva.
Ecco.
Morta lì.


Da Chourmo” di Jean Claude Izzo
pag.23

“Allora, cosa ne pensi?”
“Penso che ci fotteranno”.
Ignoravo di cosa stesse parlando. Con lui, poteva trattarsi del ministro dell'Interno, del Fronte islamico di salvezza, di Clinton, del nuovo allenatore dell'Olympique Marseille. O addirittura del papa. Ma la mia risposta era senz'altro quella giusta. Perché era evidente che ci avrebbero fottuti. Più ci riempivano la testa con il sociale, la democrazia, la libertà, i diritti dell'uomo e tutte le altre manfrine più ci fottevano. Vero come due più due fa quattro.

Diciamo pure che ci hanno fottuti abbondantemente anche nel giorno 8 settembre 1943, cioè l'oggi di quando avevo anni 2 e poco più.
Tanto per dire, si fa così per ricordarlo.


 

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