Caro Mabuse, da un po’ di giorni ci ho un coniglio nano molto affettuoso.

Oh, il Miracolo delle Piccole Bestie Simili ai Sorci che mostrano una loro intelligenza  e stupefacentemente ti riconoscono! Cioè riconoscono in te la persona intera, quando li tieni in braccio o sulle ginocchia, dopo averli afferrati come farebbe un falco o una civetta o  un altro rapace. Placato il batticuore, stanno là, immobili e poi via via sempre più saltellanti e arrampicanti e tranquilli e curiosi.

 Io non ne sarei capace. Io morirei d’infarto solo all’arrivo dell’ombra, non so se mi spiego. In caso di sopravvivenza, davanti a un gigante di stoffa e carne, mi metterei a tremare, chiedendomi dove sta il buio delle radici, dove cazzo sono finite le carote, il pelo di mia madre e gi altri sorci fratelli miei. Non mi schioderebbero da un freezing eterno.

 Invece guarda questo coniglio qua, di razza  ariete, con orecchie flosce,  guarda che furbastro rattoso docile animale da compagnia. Saranno le orecchie forse, no anzi: gli occhi. Marroni.  Bè, i conigli albini con l’iride rossa sono eccessivi per me, che già a stento riconosco la mia specie.

Insomma io questo coniglio lo stringo tra le mani e, mentre mi trasporto con le endorfine in un luogo fatto di maramao vivi e chiome d’albero di zucchero filato, cionondimeno, seppure oppiato dalla dolcezza della pet terapy, penso a tutti i conigli che mi sono magnato in vita mia con gusto, chè il coniglio mi piace. E sento, sotto i polpastrelli, le ossicine che tante volte ho rosicato e penso pure che basterebbe una strizzata un poco più ardita per fargli uscire le budella dal culo, come suol dirsi.

Insomma  mi coccolo il coniglio di razza ariete dalle orecchie flosce provando sentimenti altalenanti di istintuale slurp  e placida fiacchezza. Il coniglio si fida, mi lecca addirittura la mano e poi mi buca il maglione con i suoi denti aguzzi. E io non m’incazzo, no. Io sorrido.

Credo che anche tu dovresti comprarti un coniglio, Mabuse. Anche se, pensandoci bene,  tu sei già come un coniglio per l’effetto di placida dolcezza della tua sbarellata andatura. Ti mancano soltanto le orecchie flosce.Ma sono convinto che non esiteresti a fartele crescere, così, per gioco.

Ti mando una grattata, Mabuse.

Tuo Giobanni