Stai sfogliando l'archivio mensile di ottobre 2007.

e se la smettessimo di giocare ai soldatini in giro per il mondo?Eh?














L’appello
Perché mi viene negata la cittadinanza
CARO Presidente della Repubblica, mi rivolgo a Lei in quanto più alta autorità dello Stato e garante della Costituzione. Mi chiamo Mansour Mahmoud Alsalem Safran, sono nato in Giordania. Ho 46 anni. Da 26 anni risiedo legalmente a Torino. Nel 1981 ho avuto il primo permesso di soggiorno per motivi di studio. Nel 1987 mi sono laureato in architettura presso il Politecnico di Torino. Nel 1996 ho ottenuto la specializzazione in Tecnologia dell’architettura, Nel 1999 ho conseguito il dottorato di ricerca in Pianificaziòne territoriale e mercato immobiliare presso "La Sapienza" di Roma. Nel 1997 ho fondato l’associazione culturale italo-araba "Petra". Dal 2002 sono proprietario del ristorante "Petra", sempre a Torino. Sono sposato con una italiana, che è medico pediatra. Sono un laico, non frequento moschee. Ho chiesto nel 2005 la cittadinanza italiana. L’ho fatto perché mi sento già cittadino italiano, condivido profondamente i valori ai quali è ispirata la Costituzione, credo nella democrazia, nella libertà, nella legalità. Nei limiti delle mie forze mi sono sempre battuto per questi valori. E l’ho fatto soprattutto perché amo questo meraviglioso Paese che mi ha dato la possibilità di studiare e lavorare, dove ho trovato tanti amici e la compagna della mia vita. La mia domanda è stata rifiutata perché secondo la Questura di Torino, "sarei rimasto legato alle tradizioni d’origine e in particolare al mondo islamico". Ho presentato ricorso al Tar che mi ha dato ragione. Dopo due anni, la risposta è stata nuovamente negativa, perché sempre secondo la Questura, "permangono motivi che fanno ritenere il Signor Safran persona pericolosa e non affidabile per la sicurezza della Repubblica". Quali motivi? Mi rivolgo a Lei perché non è ammissibile che una discriminazione sulla base della sola provenienza geografìca e culturale sia operata dalle Istituzioni. Credo nel Suo intervento.
Mansour Mahmoud Alsalem Safran,
Lettera a METROPOLI – La Repubblica – 14.10.200
Torino
Ma non so bene perchè avevo bevuto vin bon e una graspeta traditora e la Loli la me portava in giro per de qua e de là che non me ricordo più niente ma forse il signor Mario lo sa, che mi no.
scusate se me permeto de chiederve.
Voi lo sapete dove semo qua, o no?
signor mario la me scusa tanto, ma i funghi i gera proprio boni con le tagliadele che mi non son capace di farli così e la Loli manco che manco, vabbè
la me scusa ancora perchè son entrà qua dentro che non capisso tanto, sto posto dove ghe xe le cose scritte ben, ma el xe un posto che me fa compagnia.
ecco.
Se el vol ghe saluto la Loli che la me fa diventare mata con l’umore grigio che la gha, ma tuti i me pare ingrugnà in sto periodo. Non capisso perchè.
pasiensa, passarà, come tuto, del resto.
vado che i me ciama e gho pressa
la teresina
Signore Mario, spero che lei dopo non si arrabbia se scrivo qui dentro perché io non sono la signOra cartografa ma la colf però voglio sapere.


E fra l’autre deceva l’orca a lo marito: " Bello peluso mio, che se ‘ntenne? che se dice pe sso munno?". E chillo responneva: "Fà cunto, ca non c’è no parmo de nietto e tutte le cose vanno a capoculo e a le storze ". " Ma pure, che ‘nc’è? ", leprecaie la mogliere. E l’uerco: " ‘Nce sarria assai che dicere de lè ‘mbroglie che correno, pocca se senteno cose da scire da li panne: boffune regalate, forfante stimàte, poltrune ‘norate, assassine spalliate, zannettarie defenzate e uommene da bene poco prezzate e stimate.
di Giovan Battista Basile

.
.
.
.
.
.
….. .……………………..……………………………………..l’unica bambina cui fu vietato oltrepassare
il giardino. Non osava alzare la voce
più delle rare antichità vittoriane della collezione di famiglia
Le bambole linde in attesa, allineate a modino.
la stanza col soffitto alto, desolata e piena d’echi
l’unica bambina cui fu vietato oltrepassare
il giardino. Non.………………. alzare la voce
più delle rare antichità vittoriane della collezione di famiglia
Le bambole linde in attesa, allineate a ……………………………………………………………………………………………………………………
Anne Sexton
Poesie
(16 dicembre)
