Stai sfogliando l'archivio mensile di marzo 2006.
C’è una scrittura femminile blogghiga dal tono bambinesco. Le parole sembrano scritte da un musetto imbronciato che gioca a campana con la grammatica. Poi c’è una scrittura velata, vedo e non vedo, vagamente crudele, con spunti erotici buttati là, come per caso. Note che entrambe raccolgono un pubblico maschile entusiasto, catturato, un pò sbavante.
Giungono propizie ed attesissime, rare e prime foto del Quaderno. Le pubblica Riccionascosto
AL TEMPO
- Son di granito o di diamante sono
i mille denti logori e ferrigni
con che rodi il cemento ed i macigni
sgretoli, sfinge spaventosa, o Chrono? - L’uomo di ieri miri co’ i maligni
occhi innalzare a dei di creta un trono:
o bestemmiarli e ricader giù prono:
e al vano affaticarsi tu sogghigni. - Il fior che allegra gli orridi dirupi
co ‘l fiato anneri, ed, invido, d’immondi
solchi il velluto de le guance sciupi. - L’uom che ti sminuzza in oggi ed in domani
e la clessidra in ore ed in secondi:
tu lasci fare e eterno ancor rimani.

tutte andranno perdute
le nostre testimonianze.
Le vere come le false.
La realtà come l’arte.
e della storia, ugualmente
porteremo con noi
in fondo all’acqua, incerta
e lucida, il cui velo nero
nessun idrometra più
pattinerà – nessuna
libellula sorvolerà
nel deserto, intero

Era il 1964, e da sinistra si vedono Giovanni Pintori (storico grafico di casa Olivetti), Elio Vittorini, Vittorio Sereni e Giancarlo De Carlo.
LE CENERI
Che aspetto io qui girandomi per casa,
che s’alzi un qualche vento
di novità a muovermi la penna
e m’apra una speranza.
Nasce invece una pena senza pianto
né oggetto, che una luce
per sé di verità da sé presume
- e appena è un bianco giorno e mite di fine inverno.
Che spero io più smarrito tra le cose.
Troppe ceneri sparge attorno a sé la noia,
la gioia quando c’è basta a sé sola.
Vittorio Sereni 1965
Così mi scrive Riccionascosto, terza destinataria nel viaggio del quadernetto.

Nel 1943 a uscì per Le Monnier una raccolta di testi di Carlo Emilio Gadda intitolata :"L’Adalgisa – disegni milanesi", era già stata publicata più scorciata e quasi priva di note nel 1940. 
Così mi scrive Arden di http://novamente.splinder.com

