"Un giorno i brividi ci abbandoneranno. Perchè? Perchè non ne siamo degni?"

Scompariranno i pensieri insistenti. Le sottili nervature della trama il cui disegno ci sfugge. La lingua che ci ha accarezzato per un momento la schiena. I brevi affanni. Il canocchiale che punta solo quel punto. Il pensiero che è un gioco, ma è un gioco ? L’incerto per il certo. L’incerto.Mai, forse mai, no, mai. Mai? Le scuse. Le inezie di saliva. Le lingue che s’incontrano, le lingue. Il tatto ritrovato. Il tatto esasperato. Le forme, le nuove forme. Il nuovo culo sotto le mani. Il brusco chi è , chi sei. Ah, sei un gioco. Un gioco? Gli impulsi, i cosiddetti impulsi. La punta del cazzo che s’arroventa, la punta del cazzo mentale che s’arroventa. Il canocchiale che punta quel punto.Che s’iirradia e s’arroventa. Gli stordimenti, gli stordimenti fulminei. I fulmini. I piccoli fulmini. Le scosse, le scosse. L’attesa che spegne e s’accende. L’idea dell’attesa. Nessuna idea e solo i capezzoli. L’ombelico. Un dito nell’ombelico, di notte. Un dito solo nell’ombelico di notte Un’ombelico di notte. La  vita intera.